[IT] Dalla parte dei bambini:
una guida Montessori agli acquisti essenziali (e non) nel primo anno di vita

 Gli oggetti plasmano il nostro modo di vivere e anche il nostro modo di essere genitori.

E’ un tema che mi sta molto a cuore, e ho deciso finalmente di raccogliere in un post informazioni che mi ritrovo spesso a dare ai neogenitori e che spero possa essere utile non solo a loro, ma anche ai nonni e agli altri membri della famiglia che condividono con i genitori l'accudimento del bambino e che spesso acquistano oggetti per lui.

Spero che analizzare lucidamente in un'ottica montessoriana alcuni degli oggetti di uso piu' comune di cui ci circondiamo possa aiutare a superarli  e a riavvicinarci al bambino.

Maria Montessori invoco' un ritorno a una genitorialita' piu' naturale già' 150 anni fa. L'allontanamento del bambino dal mondo adulto e' una deviazione della cultura Occidentale, sappiamo che non e' sempre stato cosi' ne' e' cosi' oggi ovunque nel mondo.
Ma un accudimento piu’ ‘semplice’ e' possibile, non si tratta di una scelta ‘alternativa'.


Tendiamo ad occuparci e a preoccuparci (anche se sempre non abbastanza) della madre dopo il parto, dimenticandoci che il bambino va incontro a un enorme cambiamento passando dall’utero all’ambiente esterno. 
Il cambiamento e’ cosi radicale che parliamo di trauma della nascita e di esogestazione, ad indicare il periodo di sviluppo al di fuori del ventre materno, che dura per circa nove mesi ed impatta in modo preponderante il sistema nervoso.

In molti ospedali e' ancora pratica comune sottrarre il neonato alla madre subito dopo il parto per 'lasciarla riposare' e per visitarlo. Mani estranee e svelte lo lavano e lo vestono per poi restituirlo pronto alla madre, come se si trattasse di un oggetto inanimato, senza rispetto per il trauma che anche il bambino ha subito.

Ma se non ci sono motivi di preoccupazione e se il parto si e' svolto naturalmente tutte queste cose possono aspettare che la madre possa farle da se' e che possa stare col bambino durante la visita medica. 

Oppure il papa' potra' occuparsi di farlo, se il parto e' stato difficile. Il bagno poi rimuove la vernice caseosa, quello strato di sebo che protegge la pelle dei neonati prima e dopo il parto, e non e' necessario ne' raccomandato nei primi giorni di vita, fino alla caduta del cordone ombelicale.

Nessuna altra specie animale rimane impotente per un periodo di tempo tanto lungo dopo la nascita.
Durante questo periodo sembra che il bambino non stia ‘facendo nulla’, ma in realta’ sta recependo un’enorme quantita’ di informazioni dall’ambiente.
Per questo motivo, dobbiamo fare molta attenzione all’intensita’ e al tipo di stimolazione offerta durante il primo anno di vita.

Cameretta tradizionale. Fonte: IKEA 
Se cerchiamo su Google ‘Lista nascita’ saremo travolti da una lista di risultati lunghissima. 
Emma’s Diary, la fonte informativa a cui qui in Gran Bretagna i nuovi genitori sono rimandati dal medico, ci dice che avremo assolutamente bisogno di:

Culla o lettino con sbarre, ovetto, passeggino (trio o pieghevole), sei tutine, sei canotte, due cardigan, tutina da neve, guanti e babbucce, materassino da viaggio per il cambio, borsa da passeggino, tanti bavagli, asciugamani o mussole di cotone, carta assorbente, dischetti di cotone, sdraietta, fascia o marsupio, monitor, tiralatte, sterilizzatore, biberon, termometro per il bagno, termometro da bambini, lozione, sapone, forbicine, bidone mangia-pannolini.

Comprai tutto questo per la mia prima bimba, spendendo davvero molto e inutilmente.
Nei primi dodici mesi dopo il parto ho riempito la casa di oggetti che ho poi venduto, regalato o buttato nel giro di due anni.
Volevo crescere mia figlia secondo l’approccio Montessori dalla nascita (ne sapevo molto meno di adesso, ma mi difendevo)
MA
la pressione sociale e del marketing di prodotto sulle nuove mamme e’ enorme.

Acquistare prodotti contribuisce a ‘sentirsi pronti’ e fa parte del processo di preparazione del nido per il nostro bimbo in arrivo.
Ci sono passata e lo capisco. 

Pero’ quello che so ora e’ che ‘sentirsi pronti’ non dipende dall'avere in casa nessun oggetto della lista sopra.
C’e’ sempre tempo per acquistare qualcosa che realizziamo ci serve proprio, ma e’ complicato sbarazzarsi di attrezzature inutili una volta che le si ha in casa e pensiamo di doverle usare.

Scopriamo che e’ estenuante calmare un neonato nel mezzo della notte spostandolo due o tre volte dalla culla al nostro letto per allattarlo e cambiarlo, o allattare seduti su una sedia di fianco a un lettino, se abbiamo scelto di farlo dormire in una camera separata. 
Scopriamo la follia di alzare e rimettere giu’ un neonato venti, trenta, quaranta volte al giorno perche’ si sveglia nell’istante in cui la schiena tocca il rigido materasso della culla.
E’ stressante guardare un bambino che piange e scalcia per liberarsi da un ovetto, da un seggiolone o dal costoso Trio che ci e’ stato regalato.

Non c’e’ niente di sbagliato in noi, ne’ tantomeno nel bambino.
Sono gli oggetti.

Quindi quello su cui mi voglio concentrare qui non sono i soldi,
ne’ la sostenibilita’,
ne’ lo spazio e le strategie di decluttering.
Anche se il modo in cui decidiamo di essere genitori ha conseguenze su tutte queste cose.

Il punto e’: il nostro bambino ha bisogno di questi oggetti?
Di cosa ha bisogno un bambino nei primi 12 mesi di vita,
e come possiamo allocare il nostro budget al meglio per supportarne lo sviluppo?

Ci accorgeremo che la maggior parte delle attrezzature e dei mobili che sono venduti come ‘indispensabili’
sono concepiti per gli adulti 
e per rendere apparentemente la nostra vita piu’ semplice,
ma non soddisfano i bisogni del bambino.

Un bambino ha davvero solo bisogno che le nostre braccia siano pronte, ha bisogno che abbiamo una mentalita’ abbastanza aperta da permettere di informarci, per riuscire a dire no a tutto quello che ci viene proposto come normale e necessario.
E’ difficile, lo so.

Inizia tutto nel secondo trimestre quando i nonni iniziano ad offrire generosamente di coprire per i ‘grandi’ acquisti’, cameretta, passeggino eccetera. 
Nel secondo trimestre arrivano amici ad offrire le cose a detta a loro comodissime che hanno usato per i propri figli. 
E poi i peluche. 
Abbiamo la casa piena di oggetti, prima ancora che abbiamo trovato il tempo di informarci e capire cosa vogliamo e cosa voglia il nostro bambino (no, i neonati non sono tutti uguali e si, devono poter avere voce in capitolo).

Nel migliore dei casi, le nuove mamme arrivano al termine della gravidanza con un breve corso preparto in ospedale all’attivo e un paio di libri letti, uno dei quali spesso e’ Il linguaggio segreto dei neonati, della severa ostetrica inglese Tracy Hogg.
Ma la realta’ pratica e le problematiche dell’educazione di un bambino piccolo sono ancora molto lontane.

Eppure, i primi dodici mesi di vita hanno un impatto enorme sullo sviluppo del bambino,  e anche nel definire che tipo di genitori saremo nei successivi, importantissimi anni.
Quindi aspettate prima di comprare.

Avevo comprato tutto, e mi ero anche informata (almeno cosi pensavo).
Eppure nessuno mi aveva preparato alla stanchezza dell’allattamento esclusivo, e alla disperazione delle notti insonni.
Se qualcuno mi avesse preparato, non avrei cercato risposte negli oggetti, ne' formule magiche dagli 'esperti del sonno', e mi sarei concentrata in modo piu’ semplice sulla mia bambina.
Non c’e’ nessun manuale che prepari interamente ad essere genitore, ma quello che possiamo fare e’ informarci, il prima possibile, sullo sviluppo psichico del neonato, in modo da riuscire a soddisfare i suoi bisogni.
La nostra casa non si riempira’ di oggetti inutili e, cosa piu’ importante, avremo un bimbo felice.


Siccome non comunicano, se non con il pianto, tendiamo a pensare ai neonati come creature impotenti, che hanno principalmente bisogno di mangiare e dormire.

Ci scordiamo che la mente del bambino si sviluppa enormemente nel primo anno di vita, molto prima che ce ne possa dare alcun segno.
E’ stato calcolato che a un adulto servirebbero circa sessant'anni per imparare quello che il bambino impara nei primi tre anni di vita.

Molti degli oggetti che acquistiamo pero’ riguardano esclusivamente la cura fisica del bambino o sono strumenti per gestire la preoccupazione principale dei genitori: 

tenere i bambini fermi e al sicuro.

Il controllo rigido dell’adulto sui movimenti del bambino e’ una reazione al tipo di movimento impulsivo e disordinato dei bambini, che sembra richiedere un contenimento.
Compriamo un lettino con le sbarre da cui non possa uscire mettendosi in pericolo, poi sdraiette, saltarelli e girelli (il moderno Jumperoo) che tengono i bambini fermi ad un supporto,  in uno stato di movimento passivo. Li blocchiamo con recinti e cancellini, per evitare che tocchino gli oggetti intorno a loro, e possano solo giocare con i giocattoli comprati per loro.

Alcuni oggetti di uso comune che limitano la libertà di movimento del bambino,
mantenendolo in stato di movimento passivo
[fonte: Argos]

I bambini sono davvero in continuo movimento. 
Perche'? 
Il periodo sensitivo del movimento e’ infatti preponderante in tutta la prima fase di sviluppo del bambino, dalla nascita ai sei anni.

-Cosa sono i periodi sensitivi?-

I periodi sensitivi sono delle fasi transitorie in cui il bambino e' attratto irresistibilmente da alcuni aspetti dell'ambiente che sono funzionali al suo sviluppo. 
In queste fasi il bambino apprende con una facilita' che non sperimenterà' mai più' nel corso della vita. 
I periodi sensitivi sono sei (linguaggio, movimento, raffinamento dei sensi, ordine, piccoli oggetti, comportamento sociale) e si verificano esclusivamente da zero a sei anni.

Nei bambini piccoli il periodo sensitivo del movimento si manifesta all’inizio 
con l’impulso di afferrare gli oggetti e di lasciarli andare, 
poi di spostarli da un punto (contenitore) a un altro, 
senza un motivo apparente.
Il motivo sta nel movimento, non al di fuori di esso: 
il bambino sta perfezionando la coordinazione finissima dei muscoli della mano, 
attraverso impulsi inviati dal cervello. 




E’ un lavoro grande per il bambino che spesso noi interrompiamo e blocchiamo senza rispetto.
Quando ci accorgiamo che i bambini vogliono fare quello che facciamo noi, iniziamo a portare in casa piatti, bicchieri, posate e cibi finti in modo che possano giocare a imitarci.
Ma i giochi che riproducono solo le sembianze degli oggetti reali sono gli strumenti di un’attivita’ sterile,
che non permette al bambino di sviluppare quello che vuole, quello per cui e’ nato.

Tentare di insegnare un comportamento a un bambino 
bloccandone e dirigendone i movimenti non e’ mai una buona idea.

L’autocontrollo si sviluppa solo quando 
la ripetizione del movimento ha raggiunto il suo scopo:
la creazione di un’abilita’.

L’abilita’ si sviluppa solo a partire da esperienze reali.

Quando blocchiamo ripetutamente l’esplorazione e la libera scelta del bambino,
andiamo incontro a problematiche comportamentali che noi adulti chiamiamo ‘capricci’.

Ma la parola 'capriccio' e’ fuorviante, perche’ ci fa pensare a qualcosa di irrazionale 
e quindi privo di valore, che va disciplinato.

Ma la mente del bambino da zero a tre anni non puo’ essere diretta,
perche’ impara in modo inconscio.

Quello che il bambino impara nei primi tre anni di vita non restera’ nella memoria,
ma poiche’ plasma il suo subconscio e l’insieme delle sue facolta’ psichiche, 
restera’ con lui per tutta la vita.

L’educazione Montessoriana e’ innanzitutto educazione al movimento e educazione dei sensi.
L’ovvio valore del raffinamento dei movimenti e dei sensi e’ l’allargamento della percezione, l’offerta di una base piu’ solida e ricca allo sviluppo dell’intelligenza.

Il neonato parte da zero, non ha nulla, il mondo e’ completamente nuovo e la realta’ e’ il suo unico interesse, e’ li’ che investe disperatamente tutte le sue energie, nel cercare di capire cosa succede intorno a lui.
Il bambino sara’ interessato al gioco di finzione  come lo intendiamo noi e capace di immaginazione e astrazione solo successivamente, intorno ai 5/6 anni.

I bambini vivono bene in un ambiente semplice, ordinato e con poche cose che siano oggetti reali.
Un ambiente che e’ stato ‘messo in sicurezza’ non nel senso di separazione ma nel senso di accoglienza.
Preparato per accogliere il bambino in modo che possa viverlo a pieno diritto, partecipando sempre di piu’ alla vita famigliare.

-Come si prepara la casa?-

Con dei mobili proporzionati al bambino, piccole aree e oggetti in ogni stanza che gli permettano di svolgere azioni indipendenti.
Sottovalutiamo spesso le capacita’ del bambino e l’eta’ a cui il bambino possa eseguire piccole mansioni per se stesso e per noi. 
Bambini di un anno sono in grado di versarsi da bere da una piccola caraffa e bere da un bicchierino di vetro,  mentre a un anno e mezzo possono tagliare un mandarino e spremerlo in modo autonomo, se hanno avuto l’opportunita’ di esercitarsi.

E’ quindi essenziale che il numero dei giocattoli nel primo anno di vita sia limitatissimo.

Movimento: Rispondere vs Reagire


L’educazione Montessoriana incoraggia la libertà’ di scelta e di movimento (entro limiti definiti) e ha come scopo il raggiungimento dell’indipendenza e dell’autodisciplina, ossia un controllo dei movimenti che viene dall’interno del bambino anziche’ da un’imposizione da parte dell’adulto.
E’ quindi un’educazione volta a liberare il potenziale umano e preparare il bambino non alla scuola ma alla vita.

Per questo ogni dispositivo e oggetto che limiti la libertà’ di movimento e’ considerato un ostacolo da rimuovere.
Non andro’ nel dettaglio della scienza dietro questi concetti, perche’ questa vuole essere una guida pratica, ma troverete una bibliografia di approfondimento in fondo al post.

Potreste obiettare che un neonato non si muove, e che la priorità’ e’ la sicurezza.

Ma questo non e’ interamente corretto: la priorità di un neonato e’ di essere vicino al genitore, perche’ quello e’  il posto per lui piu’ sicuro. 

Quando la vista inizia e i muscoli iniziano a svilupparsi (intorno ai tre mesi) il bambino inizia ad aver bisogno di un ambiente appropriato da esplorare.

L’ambiente ricopre un ruolo chiave per il bambino da zero a tre anni, 
perche’ la mente assorbe immagini e informazioni dall’ambiente e non dall’adulto.
 Il bambino piccolo impara in modo inconscio.

L’ambiente e’ il primo strumento educativo.

Vediamo quindi come alcuni degli oggetti piu’ comunemente acquistati nel primo anno di vita dei bambini e come possano essere sostituiti da alternative che supportino i bisogni di sviluppo del bambino nelle aree principali dell'accudimento: Il sonno, Il pasto, La cura del corpo e Il gioco.

Il sonno

Una culla e un lettino con le sbarre sembrano le opzioni piu’ sicure per un neonato e sono sicuramente le piu’ facilmente reperibili sul mercato. Presentano pero’ vari svantaggi in termini di indipendenza e comodita’, anche per i genitori.
In un lettino tradizionale il bambino deve essere alzato e appoggiato molte volte durante la giornata, spesso nell’arco di un solo ciclo di sonno appena viene appoggiato supino sulla superficie e dura del materasso consigliato dalle rigide linee guida anti-SIDS.

Ai neonati non piace: 
- essere spostati su e giu’;
- il freddo, perche’ non riescono a regolare la temperatura corporea: per questo il contatto col corpo del genitore ha un effetto calmante (i vestiti non riscaldano allo stesso modo, piuttosto, mantengono la temperatura);
- stare sdraiati sulla schiena su un materasso rigido, senza un contenimento: questa posizione, seppur raccomandata dalle rigide linee-guida anti-SIDS, e’ completamente diversa da quella che hanno mantenuto nell’utero durante tutta la gestazione.

Maria Montessori ebbe il privilegio di viaggiare e lavorare all’estero, e trascorse un lungo periodo in India, dove osservo' i benefici sui bambini del contatto e di una genitorialita’ piu’ naturale, in contrasto con la tendenza occidentale di separare il bambino dalla madre lasciandolo a cure altrui. Si parla di 150 anni fa.
Oggi skin-to-skin e  rooming in sono fortunatamente entrati nel linguaggio comune e nella pratica di quasi tutti gli ospedali, un piccolo progresso rispetto ai primi del Novecento e ancora agli anni Settanta, anche se si tende a dimenticare che la necessita’ di contatto non si esaurisce nei primi giorni dopo il parto.


Quando si parla di Montessori si pensa subito al focus sull’indipendenza del bambino e c’e’ la tendenza ad applicare il concetto indiscriminatamente a tutte le aree dell’accudimento, incluso il sonno.
Ma offrire opportunità’ per addormentarsi in modo indipendente e’ molto diverso dall’aspettarsi che un bambino sotto i 12 mesi si addormenti regolarmente da solo, in una camera separata da quella dei genitori.
Ci tengo quindi a specificare che metodi di sleep training in tutte le sfumature esistenti tra Hogg a Estevill  non hanno nulla a che fare con l’educazione Montessori.

Gli oggetti segnalati qui sono quindi tutti da intendersi a supporto del sonno vicino al genitore.
Ci sono sul mercato molte culle concepite per essere attaccate al letto del genitore, che pure possono essere una buona soluzione, se non le segnalo qui e’ semplicemente perche’ la brevita’ di utilizzo non ne giustifica a mio avviso l’acquisto e perche’ le opzioni elencate qui sotto offrono comunque dei vantaggi pratici e di contenimento rispetto alla culla.
La culla Next to me e' tra i modelli piu' venduti sul mercato
Fonte: Chicco

La cestina

La cesta in vimini e’ considerata un oggetto un po’ retro’ in certe culture,  eppure e’ la soluzione piu’ pratica per i primi mesi. E’ leggera, poco ingombrante, meno costosa di una culla, contiene il neonato perfettamente e si puo’ spostare al bisogno, tenendo sempre in considerazione pero’ che il luogo del sonno dovrebbe idealmente essere coerente, un luogo che il bambino possa gradualmente imparare a riconoscere come tale.
Il neonato puo’ dormire nella cesta in genere fino ai 5, 6 mesi, a seconda delle dimensioni e ritmo di crescita.

Il Cuscino in tessuto

Esistono molte opzioni sul mercato di cuscini come lo Sleepyhead (che e’ solo il piu’ noto ma esistono varie declinazioni di modello e qualita').
Offrono una struttura di contenimento da appoggiare o sul lettone, per un co-sleeping piu’ sicuro, o su un letto posto di fianco ad esso.
I vantaggi principale sono la mobilita’ e il contenimento del neonato senza dover acquistare una culla piccola appositamente per i primi mesi. Inoltre nel cuscino e’ molto semplice appoggiare il bimbo sul fianco, che e’ la posizione preferita soprattutto se il bimbo si e’ addormentato mangiando. 
Nella culla occorre usare una copertina arrotolata dietro la schiena per mantenere la posizione, mentre con lo Sleepyhead (o equivalenti) questo non e’ necessario.

Il lettino basso

Il letto basso e' una  soluzione molto pratica, che puo’ essere declinata in vari modi:
- un semplice materasso (della dimensione scelta) appoggiato sul pavimento. Nel caso non ci sentissimo sicuri se il letto basso funzionera’ per noi, questa e’ la soluzione migliore. Un bimbo piccolo non ha lo stesso peso di un corpo adulto, quindi questa opzione e’ confortevole quanto un materasso rialzato.
- un futon su un tatami;
- un futon o materasso (informatevi su un materasso che sia della giusta durezza e qualita’ per bambini) su una base di legno (materasso+base non dovrebbero superare i 20cm di altezza)
Le seconde due opzioni hanno l’ovvio vantaggio di tenere il materasso rialzato dal pavimento e di consentirne una maggiore aerazione e comodità’ di pulizia.

Spesso i genitori si limitano alle soluzioni ‘per bambini’ quando si tratta di acquistare il letto, ma vorrei ricordare che un normale letto basso acquistato in un mobilificio locale o costruito da un falegname (se avete la fortuna di conoscerne uno!) avrebbe la stessa funzione. 
L’importante e’ che la struttura non superi i 20-22 cm di altezza (base + materasso) e che il materasso non sia troppo morbido. I materassi migliori per bambini hanno un interno in cotone naturale e lattice e/o fibra di cocco.
Un lettino grande per i primi anni di vita
Fonte: Una casa a misura di bambino, Grazia Honneger Fresco


Un'altra opzione molto comoda, se non ci sono problemi di spazio, e’ avere un letto matrimoniale basso o una piazza e mezza nella stanza del bambino, in cui il genitore si possa coricare al bisogno insieme a lui. 
Il vantaggio e' presto chiaro a tutti i nuovi genitori: con un altro letto dubbio, tutti (mamma, papa’ bimbo) dormono nel proprio letto e nella propria camera da subito. 
In molte famiglie in cui la madre allatta infatti, il papa’ spesso si sposta a dormire sul divano o nella camera degli ospiti per i primi mesi, e successivamente si cerca di spostare il neonato nel proprio letto e/o in una camera separata.
Se al bambino e' concesso dormire da subito nel suo letto insieme al genitore, sviluppera' associazioni positive con il luogo del sonno.
La mamma puo’ allattare a letto di notte anziche’ spostare ripetutamente il bambino da una culla e/o stare seduta.
La gestione dei risvegli notturni, per tutta la loro durata, e’ semplificata (i bambini iniziano a dormire regolarmente senza svegliarsi verso i 3/4 anni, e i risvegli sono considerati fisiologici fino ai 6), perche’ il genitore si può stendere vicino al bambino nel letto anziche’ stare sul pavimento. 
Questo allestimento evita di acquistare inutilmente lettini di varie dimensioni e risparmia al bambino il trauma di doversi adattare a questi cambiamenti di letto e stanza, che in genere prendono la forma di una maggiore resistenza al sonno e risvegli piu’ frequenti.

Per i bambini sotto i due anni si puo’ usare un cuscino da allattamento o un sacco yoga come contenimento. Suggerisco sempre di acquistare quelli con imbottitura di cereali, non solo perche’ sono una soluzione piu’ naturale ma perche’ sono piu’ pesanti e stabili.


Il primo allestimento della nostra stanza 'a due', con lettino grande (130x130) e letto standard 90x200

Fascia o marsupio morbido

Il baby wearing non e’ essenziale per tutti i genitori e non tutti i neo-genitori si sentono di provarlo, specialmente nei paesi Occidentali, dove altre attrezzature vengono preferite (passeggino, ovetto, sdraiette).
Ma tutti quelli che lo provano dichiarano di non poterne fare a meno.
Chiaro, se decidete di provare, mettetevi in condizione di riuscirci: contattate una consulente del portare, informatevi online sulle diverse opzioni di supporto e guardate dei buoni tutorial online, come questi.

I bambini adorano essere portati: la posizione favorisce il sonno, la digestione (se avete un bambino che soffre di reflusso, o nei casi di sovrapproduzione di latte materno, puo’ essere un grande aiuto) e in seguito l’esplorazione dell’ambiente. 

Non fatevi ingannare dal pianto del neonato messo in fascia le prime volte da mani inesperte, e’ un pianto che sparisce non appena iniziamo a camminare e diventiamo piu’ veloci nella legatura.
Scegliamo un supporto che sia veramente ergonomico, ricordando che l’unica posizione naturale per i neonati e’ quella a ranocchia, ossia con le ginocchia piu’ alte del sedere e la spina dorsale leggermente ricurva. E’ la posizione che il bambino ha mantenuto per mesi nell’utero.

Le legature in fascia sono tutte concepite per permettere questa posizione. Una buona fascia rigida di media pesantezza (Didymos, Girasol) e' un ottimo acquisto che permette di portare il bambino dalla nascita e per tutti i primi dodici mesi.
Molti marsupi venduti come ergonomici (Babybjorn e Stokke per citare i piu’ conosciuti) non consentono questa posizione: hanno infatti una base inguinale stretta per permettere di girare il bambino in posizione frontale (che ai genitori piace molto ma che e’ sconsigliata per lunghi periodi di tempo anche per motivi di sovra-stimolazione) e non offrono un adeguato supporto alle anche.

I marsupi migliori e confortevoli per il bambino sono quelli realizzati con lo stesso tessuto delle fasce, con filati di cotone o misto lino di qualità', traspiranti e morbidi (questo diventa molto importante nei mesi caldi). Esistono modelli in cui il pannello si può' regolare sia in larghezza sia in altezza, in modo da consentirne l'utilizzo dalla nascita. 
Alcuni brand: Didymos, Soul Slings, Wompat, Little Frog
Tula e Manduca sono brand facilmente reperibili che realizzano marsupi in canvas di cotone di fascia media. 


Una nota sugli ovetti:

I neonati non dovrebbero essere lasciati regolarmente e per lunghi periodi di tempo in ovetti e sdraiette, anche se questi sembrano piacere a molti bambini.
Anche i modelli reclinabili piu’ avanzati (uno su tutti, Cybex) che sono oggi venduti come alternativa unica alla carrozzina non sono soluzioni ideali per il sonno.
Nonostante siano venduti come ‘ergonomici’ (parola inflazionatissima nei prodotti per l’infanzia) gli ometti limitano il movimento del bambino, bloccando la spina dorsale in una posizione da cui il bambino non puo’ uscire e dovrebbero essere usati solo per il trasporto in auto.
Fonte: Cybex

La cura del corpo

Quando un bambino arriva in casa, il bagno e’ la stanza che viene in genere piu’ evidentemente stravolta:
fasciatoio, vaschette di varie dimensioni, termometri, accessori, giochi, lozioni e saponi.
Non deve per forza essere cosi.
Il bagno e’ un momento molto delicato nella routine di un neonato: la maggior parte dei bambini amano essere immersi nell’acqua calda,  ma detestano i prima e il dopo: sia per una questione di sbalzo di temperatura nel momento in cui vengono spogliati, se l’ambiente non e’ abbastanza caldo, sia perche’ vengono manipolati nel processo e per essere poi rivestiti.
Per molte famiglie il bagno diventa un momento di stress e conosco non pochi genitori che rinunciano a renderlo un’abitudine quotidiana.
Eppure il bagno puo’ essere un momento prezioso per calmare il bambino la sera e per improntare una routine giornaliera.
Ricordiamo che la routine, cosi come l’ordine di spazi e oggetti in casa, sono gli unici strumenti a disposizione del bambino per iniziare a orientarsi nell’ambiente.

Una vaschetta in cui il bimbo possa essere completamente immerso nell’acqua e un fasciatoio a terra per il cambio e il massaggio offrono un buon set up: per il resto cerchiamo di fare in modo che questo sia un momento di relax e non di ‘pulizia’. 
I neonati non hanno bisogni di essere lavati con alcun tipo di detergente, nemmeno quelli farmaceutici anti-eczema o anti pelle secca ( a meno che non ci sia un problema dermatologico definito, ma in quel caso ci sono prodotti naturali piu’ efficaci delle lozioni commerciali) quindi risparmiamogli questa operazione. Per il massaggio si potra’ usare un olio di mandorle dolci biologico (a meno che non ci sia un’allergia alle noci in famiglia).
Per il resto, il segreto del bagno e’ intangibile e sta dell’atteggiamento dell’adulto.
Spesso manipoliamo i bambini come se fossero bambole, talvolta senza parlare ne’ sentendo di dovere nessuna spiegazione. 
E’ bene invece iniziare fin dalla nascita ad esercitarsi ad avere un atteggiamento rispettoso nei confronti del bambino, che va sempre preparato a quello che gli sta per accadere, soprattutto quando siamo noi a fare qualcosa al suo corpo.
Non e’ inutile, non e’ vero che un neonato non capisca: dobbiamo partire dalla consapevolezza che un bambino assorbe il linguaggio e i nostri comportamenti per un lungo periodo prima che sia in grado di restituirci ‘qualcosa’.
Cerchiamo quindi di mantenere un ambiente semplice ordinato e calmo anche in bagno, di parlare al nostro bambino da subito, perche’ senza pratica non ci verra’ mai naturale farlo.

Vaschetta

Se non fosse perche’ so che tenere un neonato nell’acqua possa essere faticoso e stressante, consiglierei di usare per il bagno una semplice bacinella, o il lavandino, invece di comprare un pezzo di plastica nuova.
Se preferite pero’ avere un supporto, ci sono due alternative a mio avviso preferibili:
La vaschetta pieghevole salvaspazio Stokke con schienale rimovibile per neonati: questa puo’ essere usata fino all’anno di eta’ e poi utilizzata come una normale vaschetta per il bucato o per il gioco.
Il Tummy Tub e’ di base una vaschetta stretta e alta, che ha lo scopo di offrire al neonato il comfort della posizione uterina mentre e’ immerso nell’acqua. Puo’ sembrare un oggetto strano, ma e’ ottimo per i neonati fino ai 5 mesi.

Cambio&Massaggio

In molti paesi il fasciatoio e’ considerato un oggetto indispensabile.
Si tratta pero’ di un acquisto perlopiu' non necessario, che presenta alcuni svantaggi:
- occupa molto spazio;
- e’ pericoloso, non appena i bambini iniziano a muoversi e rotolare: questo puo’ succedere anche molto presto, a soli tre, quattro mesi.
- non appena il bambino impara a stare in piedi e camminare, iniziera’ a resistere al fasciatoio, portando a battaglie inutili tra il genitore e il bambino. In questa fase la soluzione piu’ saggia e rispettosa della richiesta di indipendenza del bambino e’ passare al cambio in piedi o a terra.


Un materassino da appoggiare a un mobile qualunque che abbiamo disponibile o a terra e’ molto piu’ pratico, sicuro e comodo per il bambino e anche per noi, oltre che meno ingombrante.
Non deve essere niente di particolarmente costoso o elaborato, un materassino da viaggio o un Topponcino andranno benissimo.
Changing baskets, Etsy

Mangiare


La scoperta del cibo solido e’ una grande avventura per il bambino.
Per molto tempo, a seconda del bambino, il cibo solido puo’ restare a lungo un’esperienza sensoriale piu’ che una questione di nutrizione. Questo succede perche’ il bambino associa la sazieta’, il comfort e la sicurezza al latte. Ci vuole tempo per cambiare questo bagaglio di esperienza.
E’ importante che i genitori capiscano e rispettino l’importanza di questo grande processo di scoperta.
Spesso noi siamo concentrati sui nostri tempi, di rientro al lavoro, di iscrizione all’asilo, di svezzamento dal seno,  e ci aspettiamo che i bambini completino queste transizioni in tempi programmabili e spesso forzati.
In molti paesi (tra cui Francia e Italia) intorno ai cinque mesi e’ comune iniziare lo svezzamento con le puree di frutta, per poi passare alle preparazioni di pappe a base di brodo e cereali, seguendo preparazioni e un piano di introduzione degli alimenti standardizzati.

Le linee guida OMS, recependo la ricerca effettuata negli ultimi cinquant’anni in materia di alimentazione infantile,  raccomandano di iniziare a introdurre tutti i cibi (consumati dalla famiglia e specifici di ogni cultura) a partire dai sei mesi, in nessun ordine particolare e osservando il bambino.


La prima condizione necessaria e’ lo sviluppo muscolo-scheletrico permetta al bambino di restare seduto in modo indipendente,  senza bisogno di supporti, cuscini e sdraiette.
I bambini imparano prima a gattonare, poi a sedersi. 
Perche’ e’ importante rispettare i tempi naturali dello sviluppo motorio?
Innanzitutto perche’ e’ piu’ sicuro: il bambino esplora indipendentemente solo posizioni che riesce a ‘gestire’, mentre quando noi prendiamo in braccio il bambino e lo sediamo sul divano o sul tappeto con dei cuscini intorno, il bambino viene a trovarsi in una posizione da cui non riesce a uscire.

Self-initiated Gross Motor Development (Sviluppo indipendente della motricità')
Fonte: The Pikler Collection


Quindi si capisce perche’ non ci sia nessuna fretta di acquistare seggioloni ingombranti a questo scopo.
Se l’organizzazione famigliare lo permette,  osserviamo il bambino cercando di rispettare i suoi tempi.

Per un bimbo di sei mesi, l’esplorazione del cibo e’ anche esplorazione tattile e esplorazione della gravita’.
I bambini lanciano il cibo perche’ imparano attraverso l’esperienza (non da quello che noi diciamo), perche’ osservano il cibo che cade sul pavimento e amano la ripetizione, perche’ osservano la nostra reazione e la prevedibilita’ con cui questa arriva (non lo fanno, come ci verrebbe da pensare, per sfidarci, quindi cerchiamo di non prenderla sul personale). 
Davvero noi sottovalutiamo il bisogno di ripetizione nel bambino piccolo.
Invece di arrabbiarci, o frustrarci, pensiamo a cosa potremmo modificare nell’ambiente-casa e nelle attivita’ che offriamo al bambino.
Non blocchiamolo in attrezzature tipo questa
Fonte: IKEA
ma cerchiamo di creare le basi per un rapporto sano e libero con il cibo.

Potremmo supportare l’interesse del bambino per il coordinamento del movimento della mano cercando occasioni per esplorare oggetti in natura (raccogliere e lanciare sassolini nel fiume magari) e spostare oggetti da un contenitore all’altro (i famosi travasi montessoriani).
Ci sono molti materiali concepiti proprio a questo scopo.
Poi fate un respiro profondo e ricordatevi che passera’.

Seggiolone

Il Tripp Trapp di Stokke e’ ormai da decenni l’unica soluzione valida per i genitori montessoriani.
Presenta il vantaggio di accogliere il bambino al tavolo della famiglia e, verso i due, due anni e mezzo, al bambino di salire in modo autonomo.
Il bambino, non relegato in una sedia a parte solo per lui dotata di vassoio dove viene imboccato, spesso ad orari diversi dai genitori, si sente parte attiva del rituale del pasto e della vita famigliare.
Recentemente Stokke ha introdotto una seduta per neonati che può essere agganciata al Tripp Trapp, in modo da permettere di tenere il neonato vicino fin dalla nascita. 
La condivisione del pasto e’ importante durante tutta la vita, ma e’ cruciale durante lo svezzamento, quando il bambino dovrebbe sviluppare curiosita’ per il cibo, e questo avviene guardando l’adulto mangiare e con la dignità’ che deriva dalla partecipazione attiva.
Cerchiamo quindi di fare uno sforzo per adattare la nostra routine ai bisogni de bambino, cerchiamo di offrirgli un’esperienza diversa e qualitativamente piu’ ricca la maggior parte dei giorni della settimana e mangiamo insieme.
Fonte: Stokke.com

Fonte: Stokke


Il Tavolino


Permettere al bambino da subito di consumare i pasti a un tavolino tutto suo ha l’enorme vantaggio di offrirgli libertà’ di movimento. Il bimbo puo’ sedersi e lasciare il tavolo quando vuole, esplorando i limiti della propria volonta’ invece che cercando di sfidare la nostra.
Possiamo coinvolgerlo in mansioni semplici come apparecchiare il suo tavolino.
Responsabilizzare il bambino, offrirgli uno spazio e modo per essere indipendente, e partecipare all’attività’ del pasto ha come enorme beneficio quello di alimentare la sua fiducia in se’ stesso, che si traduce in meno battaglie per il genitore.
Chi ha mai visto un bimbo che scalcia sul seggiolone per uscirne e rifiuta di mangiare sa a cosa mi riferisco.

Il tavolino e’ un’ottima opzione se ci sono fratelli, o se un genitore mangia insieme al bambino per i motivi di condivisione di cui sopra.
Dobbiamo tenere a mente che i bambini crescono molto in statura nei primi tre anni di vita,  quindi il primo tavolino e la prima sedia diventano presto inutilizzabili.
Spesso consideriamo il cambio di questi mobili come di secondaria importanza e dopo aver speso molto nel primo anno per altre cose, acquistiamo velocemente un tavolino IKEA e vi lasciamo il bambino anche quando e’ troppo grande per starvi seduto comodamente.

Lo facciamo anche in parte perche’ consideriamo (piu' o meno consapevolmente) il lavoro del bambino ‘inferiore’ rispetto al nostro.

Noi non lavoreremmo mai sedendo a una scrivania troppo bassa, e non vorremmo mangiare ricurvi.  Allo stesso modo non lasceremmo mai un bimbo a dormire in un lettino troppo piccolo.

Cosi dobbiamo considerare che un bimbo non puo’ mangiare comodamente o lavorare in modo ordinato su un tavolino delle dimensioni sbagliate o che si muove in continuazione perche’ molto leggero.
I tavolini IKEA sono economici e sembrano la soluzione perfetta, eppure la maggior parte sono di qualita’ molto bassa.
Spendiamo centinaia di euro per una culla che useremo solo pochi mesi (io la usai poche ore!), ma non siamo poi disposti ad investire altrettanto in un oggetto basilare per il bambino nei primi sei anni di vita come il tavolo.
Cercare un buon tavolo solido con gambe regolabili e’ quindi un’ottima idea: potra’ essere usato dallo svezzamento in poi, fino alla scuola elementare.
Toddler tables [Source: Sprout Kids and Community Playthings]

Learning Tower

Una learning tower e’ di base una scaletta con una protezione intorno, che permette al bambino da subito, da quando puo’ stare in piedi per un periodo di tempo relativamente lungo, di arrivare all’altezza del piano di lavoro della cucina e di stare quindi vicino al genitore partecipando alla preparazione del pasto o a qualunque altra attivita’.
I vantaggi sono:
- si riesce a cucinare, in modo piu’ lento ovviamente, ma anche meno stressante di tenere il bimbo in braccio o in lacrime in un box.
- la preparazione del pasto offre infinite possibilita’ per fare esperienza sensoriale e svolgere lavoro manuale per il bambino, e con esse di imparare
- cucinare e’ il modo ideale per coinvolgere il bambino nella preparazione del pasto e a incoraggiare l’esplorazione di nuovi cibi.

Ci sono molti modelli che si possono trovare online, molti sviluppati adattando la scaletta IKEA Bekvam.
Queste sono le soluzioni piu’ economiche che avranno pero' vita breve, perche’ l’altezza della base non e’ regolabile.
Il bimbo impara al bancone della cucina alcune attivita’ importanti: tagliare, sbucciare, accendere il fuoco, quindi e’ indispensabile che siano all’altezza giusta.
Prima i bambini imparano a svolgere queste operazioni, piu’ destrezza svilupperanno, e piu’ sicura sara’ l’attivita’ stessa. Quanti adulti avete visto tagliarsi col coltello o bruciarsi in cucina? Non si impara con l’eta’, si impara facendo.

Scegliete una learning tower con un ripiano regolabile, come questa sotto, che potrà' andare bene dai 12 mesi a circa 4 anni, quando si potrà' passare a un normale sgabello.



Giocare & Lavorare 

E’ comune sopravvalutare il bisogno di intrattenimento del bambino piccolo, circondandolo di luci, colori e oggetti che si muovono.
Attacchiamo giostrine elettriche ai lettini e decoriamo le pareti con adesivi dai colori vivaci. Stendiamo il bimbo in palestrine colorate che emettono luci e suoni, con pupazzetti di poliestere o plastica come unici oggetti da esplorare. 
Appena il bambino inizia a gattonare copriamo il pavimento con tappeti di gomma colorati.
Fonte: Amazon.co.uk
Gli adulti pensano che i bambini amino i  suoni e i colori accesi perche’la loro attenzione ne e’ catturata facilmente.
Per lo stesso motivo i marsupi che permettono di tenere il bambino frontalmente sono tanto richiesti: i bambini, presto sovra-stimolati dal campo visivo, si addormentano, e interpretiamo questo evento come un’esperienza positiva.
I tessuti sintetici e la plastica trovano largo impiego nei prodotti per bambini perche’ sono economici e considerati piu’ sicuri, ma a livello sensoriale sono di interesse molto limitato: al tatto sono tutti uguali e hanno tutti pressoché' lo stesso peso. 
I giochi a pila sembrano la soluzione piu’ semplice perche ‘il bambino non sa fare niente’ ma ricordiamo che piu’ fa il gioco, meno sara’ portato a fare il bambino.

I bambini si girano a guardare un colore acceso o un suono come noi ci gireremmo di soprassalto a guardare verso un rumore improvviso, interrompendo qualunque cosa stessimo facendo.

Se vogliamo incoraggiare la concentrazione (vs distrazione) e il movimento libero,
e se partiamo dal presupposto che queste siano le condizioni necessarie 
per uno sviluppo sano del bambino,
dobbiamo fare uno sforzo per allestire un ambiente sgombro e ordinato,
con tanta luce naturale, colori neutri,
pochi oggetti fatti di materiali naturali,
che possano offrire una esperienza sensoriale variegata e ricca.
Forme geometriche semplici che le piccole mani possano esplorare.

La scelta migliore e’ preparare un’area confortevole sul pavimento,
con una giostrina bianca e nera (tipo giostrina di Munari) o in legno, 
una superficie morbida e calda come un tappetino e uno specchio basso,
in cui il bambino possa osservare la propria immagine riflessa e l’ambiente intorno a lui.
Fonte: Greenleaves Montessori

Sul pavimento. Perche’?

Ricordo ancora l’espressione sbalordita di mia suocera quando mi vide per la prima volta appoggiare la sua adorata nipotina sul pavimento della cucina.
Molti genitori allocano un po’ di tempo per la ‘ginnastica’ nella palestrina, ma non scelgono il pavimento come luogo preferenziale per far stare il bambino, per paure legate al comfort e all'igiene (soprattutto in quei paesi dove non c'e' l'abitudine di rimuovere le scarpe in casa).

Il fatto e’ che il pavimento e’ il posto migliore e piu’ sicuro per il bambino (ammesso che non sia lasciato a fissare un soffitto bianco) e i movimenti non sono limitati come in una sdraietta.
Si, la sdraietta offre una visuale migliore, ma non incoraggia il bambino a cercare di muoversi, e dovrebbe quindi essere utilizzata con consapevolezza e per brevi periodi di tempo.
E' impossibile evitare che il bambino si stenda e si rotoli sul pavimento, quindi e' meglio fare i conti subito con le nostre abitudini e i nostri preconcetti.



I box sono ancora prodotti molto amati dai genitori appena i bambini iniziano a muoversi, e alcuni approcci educativi come RIE ne fanno uso per delimitare i cosiddetti ‘yes-space’, ossia degli spazi interamente sicuri dove il bambino possa muoversi liberamente senza le restrizioni dei ‘no’ adulti.

E’ una buona soluzione per i momenti di emergenza, ma il rischio di farne un utilizzo errato e di abusarne e’ alto.
Dovremmo sempre compiere uno sforzo per rendere tutta la casa a misura di bambino, e per coinvolge i piccoli in quello che facciamo, invece di isolarlo in uno spazio separato.
Il bambino ne beneficera’ sentendosi ‘all’altezza’ e noi svilupperemo un’abilita’ crescente di fare le cose insieme, che diventera’ la base di un rapporto di fiducia e cooperazione.

Materassino in fibre naturali, o Topponcino

Il topponcino non e’ un oggetto molto conosciuto ma e’ considerato essenziale dai genitori montessoriani. Di fatto e’ un materassino ovale sottile, utilizzato per supportare il bambino mentre si allatta o semplicemente per tenerlo in braccio e quando lo si appoggia sul pavimento. 

Floor play area for newborns
Source: The Topponcino Company

Le pelli di pecora 

Questi prodotti hanno la stessa funzione del Topponcino, anche se non offrono lo stesso supporto. Alcuni genitori decidono di non volerle utilizzare anche per motivi etici, in questo caso il topponcino e’ la soluzione migliore.

Giostrine

Fate una ricerca online per realizzare la vostra giostrino di Munari, oppure cercate delle alternative artigianali su Etsy.
Ci sono molte opzioni di giostrine semplici con forme geometriche in legno, che possono sembrare noiose a noi, ma non lo sono per il bambino di tre/quattro mesi.

Il triangolo Pikler

Il triangolo Pikler (dal nome della pediatra ungherese Emmi Pikler) e’ una struttura in legno concepita per supportare lo sviluppo motorio dei bambini dai 6 ai 24 mesi (esistono anche i modelli piu’ grandi per i bambini dai 2 anni in su).
Arrampicarsi e’ l’attivita’ preferita dei bambini dal momento in cui iniziano ad tirarsi su in piedi e a camminare, quindi investire in una struttura come questa e’ un regalo enorme che facciamo al bambino.
La maggior parte dei triangoli Pikler possono comunque essere piegati e messi via al bisogno.
Potete cercare alternative online o su Etsy, ci sono ormai varie proposte con caratteristiche, accessori e fasce di prezzo diverse. Una buona opzione e’ il Triclimb, acquistabile su Babipur.
A Triclimb, or Pikler triangle for gross motor skills [source: Etsy]

Giocattoli

Ho accennato spesso al fatto che i bambini hanno bisogno davvero di poco nel primo anno di vita: dei libri di qualita’, una buona giostrina, qualche palla di diverse dimensioni e materiali, magari una matrioska e un puzzle di legno semplice (mi riferisco agli incastri geometrici, non ai puzzle tradizionali).
In questa fascia d’eta’ la qualita’ e’ senz’altro da preferire alla quantita’.
Qualunque insegnante Montessori vi dira’ che la priorita’ a questa eta’ sia offrire linguaggio e esperienza sensoriale utilizzando semplicemente oggetti che troviamo in casa.
Sete per giocare e nascondersi, esplorando la permanenza degli oggetti 
[fonte: Mamaowl]

Il giocattolo preferito dal bambino a sei mesi sara’ un cestino in vimini riempito con oggetti comuni: un cucchiaio di legno, uno scampolo di stoffa, un piccolo colino, un cucchiaino di acciaio, una presina per le pentole, un piccolo coperchio, un tappo, una spazzola piccola eccetera (sono solo esempi) facendo attenzione a scegliere materiali diversi.
Mettete un bambino davanti a un oggetto reale e a un giocattolo, scegliera’ sempre il primo.


Per questo, mi sento di aggiungere una nota a parte sulle cucinette giocattolo per bambini, un regalo molto comune per il primo compleanno a cui pochi genitori sanno resistere.
Le cucinette sono carine, innocue, sicure, probabilmente le avevamo da piccoli anche noi o le desideravamo e abbiamo un vago ricordo di averci giocato molto.
In piu’ soddisfano il bisogno dei bambini di imitarci. 
Siccome si tratta di una attività’ pratica, legata al reale, c’e’ la credenza cheti tratti di oggetti in linea con la pedagogia Montessoriana, ma in realta’ non lo sono.
Il problema delle cucinette e’ che non sono reali.

Tagliare un pomodoro di legno con un coltello di plastica e far finta di versare acqua in un bicchiere di plastica non e’ come farlo veramente: la pressione della mano non e’ la stessa, lo strumento non funziona, i muscoli della mano non devono controllare il flusso dell’acqua, niente si sporca, niente va pulito.
Il gioco di finzione non permette in sostanza 
al bambino di imparare nulla di quello a cui aspira.
I bambini se ne accorgono in fretta e presto la cucinetta finisce in un angolo a prendere polvere insieme a tutti gli oggetti con cui la abbiamo riempita.
Le cucinetta e' un regalo comune e molto amato dai genitori 
in occasione del primo compleanno.
E' considerata erroneamente un gioco montessoriano.
Fonte: The Range


- Ma ai bambini piace far finta di creare situazioni e usare l’immaginazione- e’ l’obiezione piu’ comune.

L’immaginazione e’ importante, ma si puo’ immaginare solo a partire da un bagaglio di esperienze della realtà'.
Tendiamo a pensare che i bambini nascano dotati di immaginazione e che sia il loro mondo, eppure il bambino che viene al mondo ha un solo interesse, capire la realta’ che lo circonda.
Solo nella seconda fase di sviluppo, a partire dai cinque, sei anni, sara’ in grado di sviluppare capacita’ di astrazione ed immaginazione, distinguendo la fantasia dalla realtà.

Tra zero e sei anni la vita reale e’ abbastanza.

Quindi invece di acquistare una cucinetta giocattolo piu’ o meno costosa e ingombrante che vi assicuro rimpiangerete di esservi messi in casa molto presto, perche’ non investire lo stesso spazio per allestire un angolo in cucina o vicino alla cucina dove il bambino possa avere accesso ai suoi piattini e ad alcuni utensili veri e funzionanti?
Su Amazon (o nel vostro negozio locale di utensili) potrete trovare facilmente oggetti reali di dimensioni piccole, proporzionate alle mani dei bambini. La maggior parte delle volte questi oggetti non sono definiti e venduti come 'per bambini', quindi effettuate ricerche piu' specifiche ma che non includano queste keywords. 
Un piccolo mobiletto con due ante o uno scaffale basso andranno benissimo. 
Mettete a disposizione un oggetto per tipo: un piatto piano, una ciotola, un set di posate piccole in acciaio, una tazza e un bicchiere di vetro, una piccola caraffa, se ve la sentite un dispenser per l’acqua, uno spremilimoni, una piccola spugna e un panno per pulire e asciugare.
Il bambino si terra’ altrettanto impegnato imparando anche a svolgere attivita’ semplici per se stesso o per la famiglia.

- Ma non e’ piu’ complicato di una cucinetta?-

Certo, l’acqua finira’ sul pavimento. Ma col tempo sempre meno.
Il bambino impara solo facendo, l’errore e’ il suo maestro.
“La mano e’ lo strumento dell’intelligenza dell’uomo”
Angolo cucina montessoriano
Fonte: Montessoriinreallife, ThreeMinutesMontessori
Se offriamo al bambino sufficiente liberta’ di movimento nei primi anni di vita, 
proprio quando possono imparare in modo illimitato e senza sforzo 
grazie alla presenza dei periodi sensitivi, 
gli avremo fatto un regalo per la vita.
Non dimentichiamo anche che i bambini imparano anche qualcos’altro, 
quando sono ammessi nel nostro mondo:
imparano che sono capaci, che il loro contributo ha un valore, che sono parte della famiglia.
Questo pone le basi per lo sviluppo di autostima, motivazione personale  
e di un ‘growth mindset’ (una mentalita’ di crescita).

Cosi’ tanto e’ nascosto negli oggetti!





Per approfondimenti in lingua inglese: https://aidtolife.org

Bibliografia

Montessori, M. and Foteva, L. (1988) The Absorbent Mind, From the original archives by M. Montessori, in partnership with AMI - ASSOCIATION MONTESSORI INTERNATIONALE (Montessori series Book 1), Kindle Edition

Montessori, M. (2017) Secret of childhood, The Montessori series vol.22, Amsterdam: Montessori-Pierson Publishing Company

Montessori, M. (2017) Education for a new world, The Montessori series, vol.5, Amsterdam: Montessori-Pierson Publishing Company

Montessori, M. (2017) The discovery of the child, The Montessori series, vol.2, Amsterdam: Montessori-Pierson Publishing Company

Honneger Fresco, G. (2013) Abbiamo un bambino, Verona: Edizioni del Baldo

Honneger Fresco, G; Honneger Chiari, S (2015) Una casa a misura di bambino, Milano: RED!Edizioni

Montessori, M. (2019) Tutto quello che dovresti sapere sul tuo bambino, Milano: Garzanti.










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